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A sangue freddo

Serpente del grano: guida pratica all’allevamento in terrario

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serpenti del grano serpente del grano Serpente del grano: guida pratica all’allevamento in terrario serpente del grano 1

Hai deciso di prendere un serpente del grano? Scopri come allevarlo correttamente in terrario grazie a questa guida.

Il serpente del grano, precedentemente conosciuto con il nome scientifico Elaphe guttata, è attualmente  classificato con il nome Pantherophis guttatus. Si tratta di un serpente dalla livrea molto bella, originario degli Stati Uniti d’America e appartenete alla famiglia dei colubridi. In allevamento sono state selezionate diverse varietà di colore o morph di questo serpente, ma uno dei più diffusi è il serpente del grano albino. Essendo molto comune in commercio e anche relativamente facile da allevare si piazza di diritto tra i “serpenti domestici” più venduti al mondo. Scopriamo insieme come allevare il serpente del grano in terrario.

Scelta del terrario per il serpente del grano.

Per un esemplare adulto o sub adulto ti consiglio di utilizzare un terrario in legno. Si tratta di una soluzione molto comoda che ti consente di ospitare il serpente in modo pratico, ma ottimale, con una spesa molto contenute. Di seguito ho selezionato per te tre terrari in legno dal catalogo di Amazon che si prestano perfettamente per l’allevamento del Pantherophis guttatus.

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Se invece hai deciso di prendere un esemplare baby allora non è ancora il momento di allevarlo in una soluzione come quella indicata sopra. Infatti un terrario di quelle dimensioni e con quelle caratteristiche è troppo dispersivo per un serpente di pochi centimetri.

Ovviamente c’è sempre l’opzione del terrario “fai da te”, ma le soluzioni che ho selezionato per te sono ben fatte ed economiche il che rende il “fai da te” del tutto inutile, perchè probabilmente spenderesti di più, senza ottenere lo stesso risultato. Tuttavia, se vuoi cimentarti in questa impresa che personalmente consiglio solo ai più esperti, è sempre bene ricordare che ci sono delle regole precise per costruire un terrario, per cui ti consiglio di leggere la guida: come costruire un terrario per serpenti.

Serpente del grano in terrario serpente del grano Serpente del grano: guida pratica all’allevamento in terrario serpenti del grano 1

Terrario in legno 100 x 60 x 60 cm

Terrario in legno 120x50x50x50cm

Terrario in legno 80x50x50x50

Serpente del grano allevamento.

Ovviamente acquistare un buon terrario non è l’unica cosa che devi fare per assicurare il benessere al tuo Pantherophis guttatus. Infatti, anche l’allestimento del terrario è molto rilevante. Ciò che non deve mai mancare nel terrario è almeno un nascondiglio dove il serpente potrà rifugiarsi e sentirsi al sicuro. Questo aspetto dell’allestimento è importantissimo perché i serpenti in natura passano molto tempo rintanati e privarli di questa possibilità mette a repentaglio il loro benessere, sottoponendoli a un notevole stress.

Oltre alla ciotola dell’acqua che deve essere sempre pulita (a tal proposito ti invito a leggere la guida sull’acqua per i rettili), devi garantire al tuo serpente una serie di oggetti come rami e piante sintetiche che gli consentiranno di aumentare la superficie su cui strisciare e contemporaneamente renderanno anche più gradevole l’aspetto del terrario. Ricorda di non usare radici o rami presi in natura perchè potrebbero introdurre parassiti e batteri pericolosi nel terrario. Di seguito trovi una selezione di oggetti d’arredo per il terrario adatti a Pantherophis guttatus.

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Zoomed T4016024 Repti Bark

Nobby Legno Decorativo, 28.5 x 12.5 x 15 cm

Tana per serpenti

Illuminazione e temperatura per il serpente del grano.

Non è necessaria alcuna illuminazione artificiale, ma la luce naturale proveniente dalle finestre vicine aiuterà il tuo serpente del grano a regolare i suoi cicli giorno e notte e i suoi cicli stagionali. Non esporlo mai alla luce diretta del sole o le temperature potrebbero diventare rapidamente letali.

Fornisci un gradiente di temperatura con un cavetto o tappetino riscaldante esterno regolato da un termostato. La parte calda deve raggiungere una temperatura di circa 29 °C, la zona fredda può avere una temperatura di circa 21 °C. Di seguito  trovi alcuni cavetti e termostati che ho scelto per te.

Substrato per il terrario.

Sono diversi i substrati adatti a Pantherophis guttatus, puoi scegliere tra questi che ho selezionato per te. Tuttavia evita sempre la sabbia o la corteccia di legni aromatici.

baby serpente del grano che si nutre serpente del grano Serpente del grano: guida pratica all’allevamento in terrario serpenete del grano allevamento 1

Serpente del grano: cosa mangia?

Il principale alimento dei serpenti del grano è un topo di dimensioni appropriate. I piccoli mangiano normalmente topi appena nati e la dimensione dei roditori va aumentata in proporzione alla crescita del rettile. La maggior parte dei serpenti di grano impara a mangiare i topi precedentemente congelati, ma sempre completamente scongelati.

Solitamente non è complicato addestrarli a prendere i topi scongelati. Un metodo ottimale è mettere il serpente  e un topo scongelato in un contenitore vuoto con alcuni fori per l’aria, in questo modo il serpente si concentrerà solo sul cibo. Assicurati che il coperchio sia ben chiuso e non metterlo vicino a una fonte di calore, altrimenti rischi di surriscaldare il serpente. I piccoli serpenti del grano devono mangiare una volta ogni cinque-sette giorni e mentre gli adulti devono nutrirsi una volta ogni sette o dieci giorni.

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Serpente del grano prezzo?

Il prezzo dei serpenti del grano può variare moltissimo, tutto dipende dall’età e quindi dalle dimensioni del serpente, ma soprattutto ciò che determina il prezzo è il morph che in alcuni casi fa la differenza in termini di costi. Un piccolo di serpente del grano può costare anche 20 euro, mentre un morph della stessa età ne può costare anche 100 o molto di più.

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A sangue freddo

Ti presento l’iguana: tutto quello che devi sapere per allevarla

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L’iguana è sicuramente tra i rettili più famosi e allevati in tutto il mondo. In questa guida ti presenterò l’iguana verde e ti darò alcuni consigli per allevarla. Ho deciso di inaugurare questa mia rubrica intitolata “A sangue freddo”, proprio con l’ iguana verde. Potrebbe sembrare una scelta scontata, effettivamente di questo rettile se ne parla tantissimo in giro per il web e tutto quello che c’è da sapere sull’iguana sembra armai già detto. Tuttavia lo scopo di questa mia rubrica sui rettili e sugli anfibi è quello di dare una chiave molto personale sull’allevamento di questi animali.

 

Il mio obiettivo quindi non è quello di fornire parametri di allevamento avanzati per chi ha già esperienza con questi animali e intende fare un passo avanti per diventare un allevatore professionista. Io mi rivolgo fondamentalmente a chi vuole prendere per la prima volta un’iguana oppure ne possiede una da poco e vuole sapere come prendersene cura nel modo giusto. Tuttavia lo farò in una maniera diversa, gli articoli di questa rubrica non saranno delle semplici guide, ma un resoconto breve delle mie esperienze con i rettili e gli anfibi. Per cui parlando della mia esperienza cercherò di fornire dei suggerimenti a chi si appresta a coltivare questa grande passione. Così facendo spero di rendere più piacevole la lettura e più facile la comprensione delle nozioni per allevare un’iguana.

Iguana: caratteristiche e vita di un grande sauro americano

Iguana verde iguana Ti presento l’iguana: tutto quello che devi sapere per allevarla iguana

Questo è il punto in cui nelle altre guide trovi scritto: l’ iguana dai tubercoli, Iguana iguana detta anche iguana verde o iguana comune è un grosso sauro erbivoro dalle abitudini arboricole, originario del centro e sud America. Può raggiungere il metro e mezzo di lunghezza ecc. ecc. Per carità queste sono informazioni importantissime e ogni buon allevatore o appassionato di rettili deve necessariamente approfondire questi aspetti. Tuttavia per questo c’è Wikipedia. Quello su cui mi focalizzerò in questo articolo è piuttosto la relazione tra le caratteristiche e la biologia dell’iguana e l’allevamento in terrario.

Non si può, infatti, allevare correttamente un animale senza tenere presente questa relazione tra biotopo naturale, biologia dell’animale e terrario. In questo caso dobbiamo ammettere che il terrario è molto penalizzato rispetto all’acquario, infatti, in quest’ultimo a mio parere è possibile ricreare un vero e proprio frammento di biotopo naturale in cui far vivere le specie vegetali e animali d’origine. Nel terrario invece è molto più difficile, quindi quello che andremo a creare è sempre un abbozzo del biotopo originario di una specie.

A mio avviso, parlando prettamente di terrario, l’ostinato tentativo di ricostruire un biotopo porta in realtà a risultati più scarsi in termini di allevamento. Sì, sto dicendo che per quanto riguarda i rettili è meglio prediligere un terrario asettico a una mal riuscita copia di un ambiente naturale. Attenzione, asettico non significa brutto o non adatto agli animali, ma solo puramente de-naturalizzato.

Iguana: come allestire e scegliere il terrario

green iguana iguana Ti presento l’iguana: tutto quello che devi sapere per allevarla green iguana

Tornando al caso specifico dell’iguana che è la protagonista di questo articolo, posso dire che è proprio l’emblema dei rettili da tenere nel terrario asettico. L’iguana, infatti, diventa molto grande, è piuttosto distruttiva e si nutre di vegetali, per  cui tentare di integrare delle piante vive nel suo terrario è sicuramente una cosa sbagliata.

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Analizziamo ora di cosa ha bisogno un iguana per sentirsi a suo agio in un terrario e facciamolo, appunto, partendo dalle sue caratteristiche fisiologiche e biologiche. Partiamo dalle dimensioni: l’iguana è un lucertolone veramente grande, che cresce molto bene in cattività e senza troppi problemi sfiora il metro e mezzo, per cui (in relazione al suo accrescimento) è una pazzia pensare di poterla tenere correttamente in un terrario che non sia lungo almeno il doppio della lunghezza dell’animale e chiaramente anche profondo a sufficienza. Non consiglio di mettere per forza un’iguana baby di 20 cm in un terrario di 3 metri, ma sicuramente è bene partire con un terrario almeno da un metro per poi ampliarlo con l’accrescimento.

Il terrario per l’iguana deve necessariamente essere anche alto. Come abbiamo detto questi rettili sono prevalentemente arboricoli per cui sostare tra le fronde più alte è una necessità che non si può di certo precludere a questo splendido rettile. Questo però non significa che dobbiamo comprare una pianta originaria del sud America e piazzarla nel terrario, infatti, un paio di rami secchi ben articolati andranno più che bene. E le foglie? Certo, le foglie hanno la loro importanza per le iguana, prima perché le fanno sentire maggiormente al sicuro e poi perché le riparano dal sole (luce artificiale in terrario) quando non hanno bisogno di irradiarsi. Come risolvere questo problema? Semplice, basta ricorrere alle foglie artificiali. Alle iguana, infatti, non importa un fico secco se le foglie che le circondano siano vere o fatte di plastica.

Per noi invece fa una grande differenza, perché mettere una pianta viva all’interno di un terrario significa dedicare più tempo e cure alla pianta che all’animale ospitato nella teca, assicurarsi che quella determinata pianta non sia tossica per il rettile, tutto ciò per vedercela distrutta dalla stessa iguana che senza preoccupazioni la strapperà con le unghie o la divorerà. Per cui, ti consiglio vivamente di ricorrere alle vecchie e collaudate foglie di plastica, a patto che queste ultime siano prodotte per l’uso terraristico, quindi atossiche e non facilmente strappabili.

Una volta creati i rami fittizi per le nostre iguana, dobbiamo andare ad analizzare altri due aspetti molto importanti della biologia di questo rettile. Entrambe queste caratteristiche sono strettamente legate anche al luogo d’origine e al biotopo dell’iguana. Infatti, nonostante questo grosso sauro abbia un areale piuttosto vasto è legato a un elemento imprescindibile per il suo benessere ovvero l’acqua. L’acqua per l’iguana ha una doppia valenza perché deve essere necessariamente proposta sia in forma liquida quindi in una ciotola abbastanza capiente che possa fungere sia da abbeveratoio che da piscina, sia sotto forma di umidità.

Iguana: temperatura e umidità in terrario

Iguana rossa iguana Ti presento l’iguana: tutto quello che devi sapere per allevarla iguana 1

 

L’umidità è direttamente collegata a un altro fattore essenziale per la vita e lo sviluppo dell’iguana ovvero la temperatura. L’iguana, come tutti i rettili è un animale eterotermo o più comunemente definito a sangue freddo, per cui, non potendo produrre autonomamente calore come fanno i mammiferi e gli uccelli, la sua fisiologia dipende imprescindibilmente dalla temperatura esterna. Con la temperatura entra in ballo anche la questione della luce che è essenziale per garantire il benessere all’iguana. Puoi trovare informazioni approfondite sulla giusta luce per l’iguana in questo mio articolo, mentre qui ci concentreremo sulla temperatura e l’umidità che sono chiaramente correlati.

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La temperatura media nella teca dell’iguana deve essere di 30°c, con una zona basking che arriva a 32-35°c e una zona fredda che può arrivare anche ai 24-25°c. Chiaramente si tratta di un ambiente molto caldo in cui non è difficile mantenere la giusta umidità che è di circa 70-80%. Buona parte dell’umidità sarà generata dalla vasca per l’abbeveraggio, ma ci sono anche sistemi che umidificano l’aria mediate ultrasuoni che possono essere impiegati come supporto in teche molto grandi. Secondo la mia esperienza è bene ricreare delle “finte piogge” all’interno del terrario.

A questo scopo si possono usare dei sistemi di “gocciolazione” programmabili oppure il classico vaporizzatore. In entrambi i casi andremo a simulare le improvvise e frequenti piogge delle zone tropicali che avranno sia lo scopo di aumentare l’umidità, ma anche quello di idratare e dissetare le nostre iguane. Negli anni ho notato che le iguane gradiscono molto questo espediente, perché in natura preferiscono nettamente bere dalle foglie e dai rami durante gli acquazzoni che scendere ad abbeverarsi nei corsi d’acqua dove sono molto più vulnerabili. Un altro consiglio che ti do in merito alla questione dell’acqua nel terrario dell’iguana è quella di posizionare un sistema di riscaldamento supplementare a tappetino o a cavo sotto la vaschetta nella zona al disotto della vasca di abbeveraggio che dovrà trovarsi in corrispondenza dei rami dove stazionano le iguana, questo favorirà la risalita del vapore verso l’alto, una condizione tipica delle zone d’origine.

Una cosa da tener ben presente quando si costruisce un terrario per l’iguana è quello di garantire sempre un sistema di circolazione della’aria con bocchettoni non corrispondenti. In questo modo si favorirà il ricircolo dell’aria che è essenziale per evitare funghi e muffe, ma allo stesso tempo si eviterà di creare pericolose correnti.

Iguana: alimentazione e crescita in terrario

Baby Iguana iguana Ti presento l’iguana: tutto quello che devi sapere per allevarla baby iguana

Nella mia esperienza con le iguane ho potuto appurare che sono animali poco schizzinosi quando si tratta di mangiare. Sono delle vere buongustaie e apprezzano molto le verdure e la frutta fresca. Alcune di loro mi hanno dato problemi con i mangimi secchi, per quanto le case produttrici abbiano perfezionato questi alimenti che sono anche ben bilanciati dal punto di vista nutrizionale, è un dato di fatto che le iguane fatichino a mangiare questo tipo di cibi. Non posso dire che abbia tenuto una sola iguana che ne andasse ghiotta, solo un grosso maschio di proprietà di un mio cliente faceva scorpacciate di mangime della Zoomed. Bisogna anche tener presente che l’iguana assume molti liquidi tramite gli alimenti e i cibi secchi ne sono completamente sprovvisti, per cui una dieta basata solo su questi ultimi è assolutamente sconsigliata.

In linea di massima l’alimentazione dell’iguana deve essere sempre molto variegata e ricca di verdure. Il grosso dell’alimentazione dell’iguana deve essere, infatti, costituito da verdure come scarola riccia e liscia, cicoria, radicchio rosso, indivia, rucola, tarassaco, foglie di gelso, foglie di vite, erba medica e pale di fico d’india decorticate. Un restante 20% dell’alimentazione deve essere invece a base di ortaggi quali:  carote, zucchini, fagiolini, peperoni, ma anche fichi, mele, pere, arance, pesche, mandarini, fiori di tarassaco, fiori di Hibiscus, rose. In generale per sapere quali sono i vegetali velenosi per i rettili leggi questo articolo. L’integrazione alimentare è molto importante, quindi sì agli integratori a base di calcio e vitamina D3 (e senza vitamina D3 se e quando esporrai l’iguana a luce naturale).

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Iguana: la mia esperienza personale e altri conigli utili per allevarla

Iguana su ramo iguana Ti presento l’iguana: tutto quello che devi sapere per allevarla iguana 2

 

Anche per me l’iguana è stato il primo rettile in assoluto. Era il lontano 1999 quando mia mamma (dopo qualche insistenza da parte mia) mi regalò la mia prima iguana. Era un esemplare molto bello, un maschio di una sessantina di centimetri. Aveva un carattere tremendo. Inutile dire che fui subito rapito da quell’animale che fino a poco prima avevo potuto solo ammirare in qualche negozio di animali pionieristico che all’epoca aveva iniziato ad introdurre i rettili tra gli altri animali in vendita. Da lì è nata una passione grande che mi ha portato a tenere tantissimi rettili e anfibi ben meno comuni dell’iguana, tuttavia il primo amore non si corda mai e negli anni ho avuto diversi esemplari. Negli ultimi anni, per via di questioni legate allo spazio (per le iguane ce ne vuole molto) ho dovuto rinunciare a tenere questi splendidi rettili, ma ora che fortunatamente abito in una casa più spaziosa sto già progettando una terrario di notevoli dimensioni per tenere un gruppo di iguane.

Proprio per quanto riguarda i gruppi di iguane voglio darti alcuni consigli. Solitamente l’iguana è abbastanza pacifica e in natura vive in gruppi composti da un maschio dominante o maschio alfa, femmine e maschi beta che per un meccanismo difensivo nei confronti dei maschi alfa (molto territoriali), sviluppano delle caratteristiche simili alle femmine. In cattività si può far convivere un maschio alfa con delle femmine e i beta, tuttavia non è raro che presi da giovani, durante lo sviluppo si possano generare delle lotte tra esemplari maschi che in alcuni casi possono comportare mutilazioni. Per cui se hai deciso di acquistare un gruppo di iguana, appena inizieranno a mostrarsi i caratteri sessuali è bene dividere eventuali maschi alfa prima che si possano fare del male.

Mi consigli di prendere un’iguana?

Alla fine di questa panoramica sull’iguana penso che avrai acquisito le nozioni base necessarie per poterla tenere in terrario, tuttavia per qualsiasi domanda non esitare a usare la sezione commenti che trovi alla fine di questo articolo, sarò lieto di risponderti.

Se però ti stai chiedendo se ti consiglio o meno di prendere un’iguana, voglio darti già da subito la risposta: “NI”. Il perché di questa risposta è il frutto di due considerazioni, primo l’iguana è uno splendido rettile, non difficile da tenere in terrario che dà tante soddisfazioni, secondo ha il problema di essere veramente molto grande. Per cui se hai spazio a disposizione te le consiglio vivamente, se invece non potrai mai garantirgli un terrario da almeno 3 metri ti consiglio di optare per altri rettili meno ingombranti che ti presenterò in questa nuova rubrica.

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