Coccodrilli e alligatori “cantano” come gli uccelli

Uno studioso austriaco ha scoperto che i coccodrilli e gli alligatori utilizzano la risonanza per comunicare con i propri simili, proprio come fanno gli uccelli, anche i dinosauri potrebbero aver usato questo tipo di vocalizzazione.

La risonanza del tratto vocale o frequenza formante, è utilizzata dagli uccelli per produrre il loro canto armonico, mentre gli umani la usano per plasmare le sillabe, soprattutto durante il canto.
Fino ad ora però non si sapeva se la risonanza fosse usata anche dai rettili per comunicare con i propri simili.

Gli anfibi, conosciuti come tipici animali canterini, non usano questo meccanismo per produrre i loro versi, infatti sfruttano la sola vibrazione delle corde vocali e non la risonanza dell’aria presente nel tratto vocale. Mentre da una ricerca condotta dallo zoologo Stephan Reber, dell università di Vienna, pubblicata sul “The Journal of Experimental Biology“, è emerso che i coccodrilli e gli alligatori usano la frequenza formante come strumento di comunicazione.

Stephan Reber e il suo staff sono andati presso il “St Augustine Alligator Farm Zoological Park negli Stati Uniti” per studiare le vocalizzazioni degli alligatori. Per verificare la loro teoria, hanno utilizzato una camera appositamente studiata, in cui hanno immesso una miscela di elio ed ossigeno. L’elio infatti, altera la frequenza dei suoni prodotti dalla risonanza, esattamente come avviene quando, per gioco, aspiriamo l’aria da un palloncino pieno di questo gas e la nostra voce cambia, ciò a causa del fatto che fa viaggiare il suono molto più velocemente rispetto all’aria.

Per produrre i loro versi, gli alligatori e coccodrilli elevano la testa e la coda dall’acqua, ed espandono un sacco che contiene la loro lingua, tale suono è talmente inteso che fa vibrare l’acqua circostante. (Vedi il seguente video)

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Così gli studiosi hanno potuto appurare che anche i versi degli esemplari inseriti nella camera erano alterati dall’elio, confermando che questi grossi rettili producono versi simili a muggiti proprio grazie alla risonanza. In particolare, studiando le vocalizzazioni di una femmina di alligatore cinese (Alligator sinensis), protagonista dell’esperimento, hanno scoperto che la frequenza diventava si alzava da 400Hz a 800Hz e da 1,600Hz a 3,200Hz, quando l’animale aspirava l’elio.

Alligatore usato per lo studio della risonanza
Alligatore cinese photo credit: greylochx (license)

Anche se la funzione specifica di questo tipo di vocalizzazione resta ancora poco chiara, si pensa che possa servire per comunicare le proprie dimensioni corporee, in quanto la stazza influisce sul comportamento territoriale e riproduttivo di questi rettili, e il più altro tasso di vocalizzazione si riscontra proprio durante la stagione degli amori.

Questa straordinaria scoperta aggiunge prove convincenti alla teoria che i dinosauri utilizzassero la risonanza del tratto vocale per i loro richiami, in quanto avevano un antenato in comune con i coccodrilli e gli uccelli.

Fonte:

Reber, S. A.Nishimura, T.,Janisch, J.Robertson, M. and Fitch, W. T. (2015). “A Chinese alligator in heliox: formant frequencies in a crocodilian. J. Exp. Biol.218, 24422447. doi:10.1242/jeb.119552

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